FAQ

FAQ

1) Qual è la differenza tra un trasformatore abbassatore a rapporto fisso e le PQL/ESL?

Le differenze fondamentali sono almeno due:

  • 1.1) Il trasformatore abbassatore riduce la tensione di linea con un rapporto fisso e non consente di mantenere, verso le utenze, un livello di tensione costante e impostabile dall’utente. Copia semplicemente, riducendola con un rapporto fisso, la tensione della linea
  • 1.2) Nel caso la tensione della linea risulti troppo bassa questa soluzione non solo non consente di ottenere il livello di power quality auspicato ma rischia di introdurre ulteriori problematiche all’impianto per via del livello di tensione troppo basso.

Le ESL/PQL impongono alle utenze un livello di tensione costante indipendentemente dal livello della tensione. Sono totalmente reversibili e nel caso che la tensione di linea sia troppo bassa l’unità di regolazione e controllo della tensione inietta un dV positivo per garantire alle utenze il corretto livello di power quality.
Nelle ESL, fissando il livello della tensione della utenze a 380V, la capacità di correggere i malefici della rete opera nel range 330- 460V. Nelle PQL questo range è esteso a 300-500V.

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Diagramma andamento delle tensioni su un impianto reale con la soluzione Enersolve.

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Diagramma andamento delle tensioni con la soluzione del trasformatore a rapporto fisso.

2) Qual è la differenza tra un trasformatore abbassatore con rapporto variabile tramite prese multiple e le PQL/ESL?

Anche in questo caso le differenze sono almeno due:

  • 2.1) Il trasformatore abbassatore riduce la tensione di linea con un rapporto variabile ma vincolato a soli 3 o 4 gradini non modificabili. Questa operatività non consente di mantenere, verso le utenze, un livello di tensione costante e impostabile dall’utente e non è in grado di riportare le tensioni delle tre fasi di uscita al valore desiderato. Pertanto eventuali sbilanciamenti della tensione della linea vengono copiati in uscita con conseguente sbilanciamento delle relative correnti
  • 2.2) Nel caso la tensione della linea risulti troppo bassa questa soluzione non solo non consente di ottenere il livello di power quality auspicato ma, nella migliore delle ipotesi, cessa di operare e diventa trasparente restituendo ai carichi la stessa tensione della linea.

I vantaggi delle soluzioni Enersolve sono quelle già viste al punto 1.

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Questo diagramma rappresenta l’andamento delle tensioni misurato in uscita su un dispositivo come descritto nel titolo. In riferimento all’operatività della soluzione Enersolve si notano immediatamente almeno tre differenze:

  • 1) La tensione viene modificata per step (nel caso specifico uno step da 15V e due da 7,5V) e non con continuità
  • 2) Lo squilibrio delle tensioni presente sulla linea viene copiato esattamente sulla tensione fornita alle utenze
  • 3) E’ impossibile imporre all’uscita un valore di tensione desiderato per via della modulazione grossolana. La capacità di modulazione delle macchine è Enersolve è pari a 1V.

3) In molte realtà produttive è presente una cabina di trasformazione con somministrazione dell’energia in media tensione (tipicamente 15kV). In questo caso non è sufficiente modificare la tensione di uscita del trasformatore utilizzando le prese disponibili sul secondario?

Anche in questo caso vale quanto già detto al punto 1. Un semplice trasformatore, per via del suo rapporto spire fisso, non è in grado di mantenere la tensione di uscita ad un livello costante, settabile e stabilizzato. Semplicemente copia in uscita, riducendola, la tensione della linea. La fluttuazione della tensione di linea è però, normativamente, molto ampia (+/- 10%) e nell’ambito di tale variazione non è possibile nessuna rivendicazione nei confronti del fornitore.
Abbassare al minimo la tensione del trasformatore alla ricerca del saving energetico può essere controproducente e dannoso per il funzionamento delle utenze; quando la tensione di ingresso (Vp) è al minimo (Vnom -10%) si corre il rischio di ottenere al secondario (Va) una tensione troppo bassa (circa 340V) per il corretto funzionamento dei macchinari, in particolare nelle situazioni di linee di distribuzione interne molto estese e complesse.
In questo caso è sempre utile fare una misurazione della tensione presente nel punto dell’impianto più lontano dalla cabina di trasformazione.
In questo caso il vantaggio delle soluzioni di Enersolve è che la tensione può essere adeguata con facilità al valore minimo indispensabile al funzionamento delle utenze centrando il miglior compromesso tra l’ottenimento del saving e la migliore fruizione dell’energia.

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4) Le soluzioni di Enersolve sono assimilabili ad un UPS / gruppo di continuità?

L’UPS è una macchina statica che, come le ESL/PQL, viene posta in serie alla linea delle utenze. Sono macchine a doppia conversione ac/dc-dc/ac che, grazie all’ausilio di batterie tenute costantemente cariche, garantiscono la continuità della linea di alimentazione delle utenze anche in caso di blackout di breve durata. Questo è l’unico vantaggio rispetto alle soluzioni di Enersolve.
Esistono però almeno 3 importanti vantaggi a favore delle soluzioni di Enersolve :

  • 4.1) Il prezzo è significativamente più contenuto, tipicamente con un rapporto 1/5
  • 4.2) Viene evitata la gestione del parco batterie, costosa e problematica.
  • 4.3) Il rendimento è molto più elevato permettendo di sfruttare al massimo la capacità di generare saving energetico.

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A tale proposito potete apprezzare in foto le caratteristiche tipiche di un UPS prese, a caso, dal catalogo di uno dei player presenti sul mercato. Il rendimento varia dal 90 al 93% rendendo, nella quasi totalità dei casi, non utilizzabile questa soluzione per l’ottenimento del saving energetico. Il rendimento tipico delle soluzioni di Enersolve è sempre superiore al 99%.

5) Le soluzioni di Enersolve sono compatibili con gli impianti in cui è presente autoproduzione? Sono comunque utili?

Le soluzioni sono certamente utili anche in questi casi per almeno tre motivi:

  • 5.1) Anche se l’energia viene autoprodotta un minor consumo delle utenze è in ogni caso un valore aggiunto che comporta, ad esempio, un minor consumo di combustibile da parte del generatore
  • 5.2) Tutti gli impianti di autoproduzione sono, per imposizione normativa, interconnessi con la rete di distribuzione. La connessione avviene tramite relè di interfaccia che bloccano la possibilità di produrre energia nel caso le condizioni delle rete siano incompatibile con le caratteristiche del generatore. Le ESL/PQL, essendo reversibili ed imponendo al generatore un livello di power quality certo, sono in condizione di mitigare questo tipo di problematica
  • 5.3) L’eventuale quota parte di energia non destinata alle utenze può essere ceduta in rete e fatturata al gestore della rete stessa.

6) Quale è la classe di precisione e taratura del meter a bordo macchina.

Lo strumento di misura a bordo è in classe 0,2. Attualmente le apparecchiature Enersolve sono equipaggiate di un multimetro dmg600 lovato (sul sito lovato sono disponibili le specifiche tecniche del prodotto).

7) Chiarimenti sulle misure.

Tutti i dati misurati dal multimetro dmg600 sono memorizzati e disponibili dalla piattaforma Enercloud. Da portale è possibile visualizzare gli istanti temporali in cui avvengono i campionamenti, i valori scartati dall’algoritmo di calcolo del saving sono comunque visualizzabili.
E’ possibile scaricare i dati, oltre che dal portale ENERSOLVE, anche in maniera autonoma a bordo macchina tramite connessione diretta a bordo macchina con wi-fi.

Sia le soluzioni ESL che PQL misurano ed elaborano i dati di risparmio energetico secondo metodo di calcolo, che si basa sul campionamento di tensione, potenza ed energia nell’arco temporale di 30 secondi con una frequenza di 15 minuti.

8) MANUTENZIONE PROGRAMMATA: è prevista una manutenzione programmata della macchina nei primi due anni?

In assenza del contratto di manutenzione programmata non è previsto ne ritenuto necessario alcun intervento da parte di personale Enersolve. Il cliente dovra’ provvedere in proprio secondo la buona pratica di manutenzione delle apparecchiature elettriche.
Il programma di manutenzione Enersolve invece prevede interventi di verifica e controllo dello stato dell’apparecchiatura sin dal primo anno, entro il termine di 12 mesi dalla messa in servizio.