La filiera dell’efficienza energetica secondo l’Energy Efficiency Report 2017

  • 19 Luglio 2017

L’Energy Efficiency Report è redatto dall’Energy & Strategy Group, composto da docenti e ricercatori del Politecnico di Milano.

Vediamo quali sono alcuni dei principali punti del Report 2017:

  • Il totale complessivo degli investimenti in efficienza energetica realizzato in Italia nel 2016 è stato di 6,13 miliardi di euro (+8% rispetto al 2015). Il segmento residenziale guida la classifica degli investimenti con ben il 53% del totale, seguito dal comparto industriale (nel complesso circa 2 miliardi di euro, poco meno del 33%) e dal terziario (GDO, alberghi, uffici, ecc) che rappresenta il 14% del totale degli investimenti.
  • Le soluzioni di efficienza energetica maggiormente adottate nel 2016 sono state le pompe di calore, l’illuminazione e le superfici opache, la quasi totalità degli investimenti in queste tecnologie è data da soluzioni installate in ambito residenziale.
  • Le soluzioni invece maggiormente utilizzate nel segmento industriale sono state gli impianti di cogenerazione ed i sistemi di combustione efficienti.

  • Si evidenzia un aumento del peso delle utility nell’offerta di servizi per l’efficienza energetica: delle 22 top utility in Italia ben 18 hanno al loro interno una divisione o una business unit che si occupa di servizi di efficienza energetica e 6 hanno internamente una ESCO certificata.
  • Il tema dell’efficienza energetica sta diventando sempre più rilevante all’interno dell’organizzazione aziendale: si sta diffondendo la figura dell’Energy Manager e 7 aziende su 10 hanno realizzato progetti di efficienza energetica nell’ultimo anno, l’80% delle quali ha effettuato gli interventi internamente (comprese le attività di monitoraggio dei consumi energetici e di manutenzione).
  • Tra i soggetti esterni quelli che detengono la maggiore quota di mercato sono le ESCO, premiati soprattutto dalle imprese energivore.
  • Tuttavia gli eccessivi tempi di ritorno degli investimenti rappresentano una barriera alla realizzazione degli interventi per l’80% degli operatori, a cui si aggiungono criticità relative all’incertezza del quadro normativo.

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